Magu CBD
    Hanfpflanze grün
    October 27, 2020

    Il CBD fa male? Cosa dice l'OMS sulla pianta verde

    Il CBD è attualmente sulla bocca di tutti e viene consigliato per il trattamento di ogni genere di disturbo. Si sente e si legge sempre che il CBD non fa male e non è assolutamente pericoloso e che quindi chiunque può provarlo. Perché d’ora in poi possiate consigliarlo con la coscienza pulita anche alle vostre nonne, ecco ancora una volta una dichiarazione ufficiale sul profilo di salute del CBD da parte nientemeno che dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Dovrebbe spazzare via definitivamente tutti i vostri dubbi residui (o quelli delle vostre nonne).

    Nel giugno 2018 l’OMS ha pubblicato un rapporto di 28 pagine intitolato «Critical Review Report» sul cannabidiolo (CBD). In esso ha esaminato a fondo il principio attivo CBD. A tal fine ha analizzato non solo le possibilità di impiego, ma anche gli eventuali rischi ed effetti collaterali. Il rapporto contiene inoltre una presa di posizione sullo stato attuale della ricerca. In breve: cosa sa la ricerca sul CBD e dove viene impiegato in medicina. Perché tu non debba farti strada tra tutte le 28 pagine, abbiamo riassunto qui i punti più importanti.

    CBD: che cos’è esattamente?

    Il cannabidiolo, in breve CBD, è un componente naturale della pianta di cannabis che, a differenza del THC, non è psicoattivo, ma ha piuttosto un effetto calmante e rilassante. Una serie di studi, sia sull’uomo sia sugli animali, si occupa proprio di questo tema.

    I risultati indicano che CBD e THC provocano in parte effetti opposti: mentre il THC può talvolta causare tachicardia o aumentare la pressione sanguigna, questo effetto non è noto per il CBD. Un esperimento con animali messi in una situazione di stress ha addirittura osservato una riduzione del polso e della pressione sanguigna precedentemente aumentati.

    Quindi il CBD è pericoloso?

    L’OMS ritiene che il CBD sia innocuo e non tossico. Quindi, anche se non tutti i potenziali effetti del CBD sono stati ancora studiati completamente, si può comunque dire che il CBD presenta una tossicità molto bassa e che il corpo umano reagisce bene al CBD.

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    Negli studi si segnala però che in pazienti che assumono già farmaci a causa di una malattia, dopo il consumo di CBD si sono verificati occasionalmente effetti collaterali. Se quindi voi o le vostre nonne (😉) assumete già farmaci, concordate sempre prima il consumo di CBD con il medico curante.

    Si può diventare dipendenti dal CBD?

    L’OMS non classifica come significativo il potenziale di abuso del CBD. Ciò significa che non ritiene che il CBD crei dipendenza. Del resto il CBD non presenta le stesse proprietà tipiche dei cannabinoidi come, ad esempio, il THC.

    Il CBD ha quindi un buon profilo di sicurezza ed è addirittura più sicuro, ad esempio, del sale da cucina. Anche gli studi sugli animali su una potenziale dipendenza fisica causata dal consumo di CBD hanno dato esito negativo. Mancano però studi controllati sull’uomo per poter escludere al 100% lo sviluppo di una dipendenza fisica.

    Quali ambiti di applicazione del CBD sono già stati studiati?

    Come già detto sopra, vogliamo anche farvi conoscere dove il CBD viene già impiegato in medicina. Si ipotizza che il CBD, grazie ai suoi effetti versatili, possa influire positivamente su molte malattie psichiche e fisiche. Le conoscenze maggiori riguardano l’effetto del CBD nell’epilessia.

    Per questo ambito esiste già un farmaco che, al momento del rapporto dell’OMS, si trovava nella terza fase della sperimentazione clinica. Epidiolex è un farmaco che dovrebbe aiutare soprattutto nella sindrome di Dravet, una forma di epilessia della prima infanzia. Le persone colpite spesso non rispondono ai comuni antiepilettici e soffrono di diverse centinaia di crisi al mese.

    I primi studi sul CBD come possibilità di trattamento risalgono agli anni 1970 e indicavano già che potrebbe esistere un legame tra l’assunzione di CBD e la riduzione delle crisi epilettiche dei pazienti coinvolti. Studi successivi, più approfonditi e con gruppi di controllo, lo hanno confermato in gran parte, anche se l’effetto variava da paziente a paziente. Una parte dei pazienti è però rimasta quasi libera da crisi epilettiche.

    Sull’effetto del CBD in altre malattie la ricerca non è ancora così avanzata. Esistono però già studi che attribuiscono al CBD un effetto neuroprotettivo, antiepilettico, antipsicotico, analgesico, antinfiammatorio, antiasmatico e perfino antitumorale.

    Altri studi hanno rilevato un possibile effetto terapeutico del CBD nella schizofrenia e nella lotta alla dipendenza da droghe o tabacco. Si tratta però in gran parte di studi preclinici. Ciò significa che non è ancora possibile fare affermazioni scientificamente fondate su come e se il CBD aiuti in questi casi.

    Conclusione

    Quello che possiamo dire, però, è che il CBD agisce in modo diverso nelle persone con sintomi di malattie diverse. E soprattutto: secondo l’OMS ha un ottimo profilo di sicurezza. Ciò significa che il CBD non è pericoloso e che lo si può provare tranquillamente.

    È importante avere un po’ di pazienza. A volte possono volerci settimane prima che il sistema endocannabinoide venga sostenuto e costruito. Più invecchiamo, più a lungo può durare questo processo. L’olio di semi di canapa sostiene la costruzione in modo del tutto naturale. Se siete già più avanti con l’età o volete semplicemente sostenere il vostro corpo nella costruzione, vi consigliamo soprattutto il nostro Olio di CBD Bio a base di olio di semi di canapa.

    Buon divertimento a provarlo!

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