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    cbda
    June 13, 2022

    CBDa: cos'è e qual è la differenza con il CBD

    CBD, CBG, THC, CBDa ….eh? Questi e molti altri sono cannabinoidi presenti nella pianta di canapa. Che cos’è il CBD e quale effetto viene attribuito al cannabidiolo te lo abbiamo già raccontato più volte. Ma che cos’è ora questo CBDa di cui all’improvviso parlano tutti? A questa domanda ricevi ora da noi tutte le risposte necessarie.

    CBDa – il cannabinoide sottovalutato

    CBDa è l’abbreviazione di cannabidiolic acid, in italiano acido cannabidiolico. Come si può già intuire dal nome, il CBDa è strettamente legato al noto CBD. Detto in modo molto semplice, l’acido cannabidiolico è il precursore acido del CBD. I cannabinoidi sono i principali componenti della pianta di canapa e, senza ulteriori processi, sono presenti solo come precursori acidi. Senza di essi quindi non esisterebbe affatto il CBD. Come avviene questo processo di trasformazione te lo mostriamo qui:

    Nel prezioso fiore della pianta di cannabis non si trova CBD, ma CBDa. Per ottenere la maggiore quantità possibile di cannabidiolo e acido cannabidiolico, bisogna estrarre i fiori. Si ottiene così un estratto completo di canapa. Riscaldando l’estratto completo, ad esempio cuocendolo o vaporizzandolo, avviene un processo noto come decarbossilazione. In questo processo il CBDa viene trasformato in CBD. A differenza di THC e THCa, CBD e CBDa non sono psicoattivi. Non puoi quindi sballarti. Se si vuole conservare gran parte dell’acido cannabidiolico, il processo di decarbossilazione non deve essere completato al 100%.

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    Come agisce il CBDa?

    Mentre la maggior parte dei cannabinoidi si lega direttamente ai recettori CB1 o CB2, l’acido cannabidiolico funziona in modo diverso. Interagisce con il sistema endocannabinoide inibendo l’enzima cicloossigenasi-2 (COX-2). Gli enzimi COX-2 sono associati alle infiammazioni dopo una lesione o un’infezione. All’acido cannabidiolico viene quindi attribuito un effetto antinfiammatorio e analgesico. In uno studio gli scienziati hanno osservato che il CBDa influisce positivamente sul livello di serotonina. Un eccesso di serotonina, dovuto a fattori di stress, può portare a nausea e vomito. Gli scienziati hanno rilevato che l’acido cannabidiolico può essere usato per ridurre un livello di serotonina troppo alto e potrebbe quindi rappresentare un aiuto prezioso in caso di nausea e vomito dovuti alla chemioterapia.

    Cosa dice la ricerca sull’acido cannabidiolico?

    Finora all’acido cannabidiolico non è stata dedicata grande attenzione. Per questo la ricerca è ancora agli inizi. All’inizio del 2022 il CBDa ha ricevuto molta attenzione, quando scienziati canadesi della Oregon State University e della Oregon Health & Science University hanno pubblicato uno studio su CBDa e CBGa. È stato osservato che i due cannabinoidi impedivano ai coronavirus di legarsi alle cellule umane. Lo studio ha mostrato anche che l’acido cannabidiolico e il cannabigerolo si legano alla proteina spike. Sono state studiate le varianti Omicron, Alpha B.1.1.7. e Beta 1.351.

    In quali prodotti trovi l’acido cannabidiolico (CBDa)?

    L’acido cannabidiolico (CBDa) è contenuto in modo naturale in tutti i nostri prodotti al CBD a spettro completo – come ad esempio nei nostri pregiati oli di CBD MAGU. Grazie alla delicata formulazione a spettro completo resta conservata l’intera gamma di preziosi cannabinoidi e terpeni della pianta di canapa, il che rafforza sensibilmente l’effetto sinergico (effetto entourage). Oltre che nei nostri oli classici, trovi l’intero spettro della pianta, CBDa compreso, anche nella nostra linea CBDeus idrosolubile.

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